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15 febbraio 2015

Foibe 2015: Il resoconto della grande Fiaccolata

E’ Piazzale Michelangelo, la terrazza sullo splendore architettonico di Firenze, l'invidiata cornice che quest’anno ospita, a differenza degli anni precedenti, l’ appuntamento che CasaPound e le altre realtà identitarie Fiorentine organizzano ogni anno in ricordo dei martiri delle foibe e della sofferenza degli esuli della Venezia Giulia, dell'Istra e della Dalmazia.Il cielo di Firenze è stato illuminato da fiaccole e da fumogeni tricolori per la maggior parte del pomeriggio,mentre dal gazebo si alternavano i vari ospiti. Centinaia i fiorentini intervenuti , nonostante il maltempo, a dare il proprio contributo per mantenere viva non solo la fiamma del ricordo del più grande eccidio subito dal popolo italiano , ma anche per affermare con forza che esistono ancora italiani che vogliono essere un popolo degno del tricolore che li rappresenta e per il quale tante persone furono trucidate dagli antiitaliani di dentro e di fuori. Oggi come ieri siam pronti alla morte, l'Italia chiamò.










16 marzo 2014

CasaPound Firenze: Resoconto e foto corteo tricolore 2014

CasaPound Firenze esprime la massima soddisfazione per l'ottima riuscita del corteo in memoria dei martiri delle foibe.

Corteo organizzato dalla stessa CasaPound in collaborazione con Casaggì. "Quest'anno", dichiara Saverio di Giulio Responsabile di CPI Firenze, "organizzando il corteo abbiamo voluto dargli una valenza più ampia che non volesse ricordare solo gli italiani infoibati, ma che fosse anche un atto di rivendicazione della sovranità nazionale ormai perduta". "Ecco perché", prosegue Di Giulio, "abbiamo voluto ricordare anche la vicenda dei Marò illegittimamente detenuti in India, la svendita delle aziende di Stato e la perdita della sovranità monetaria causata dall'Euro". "Per questo motivo", conclude il Responsabile di CasaPound Firenze, "siamo più che soddisfatti della riuscita del corteo. Quelle centinaia di fiorentini che hanno riempito le strade sventolando i tricolori dimostrano che in Italia c'é ancora chi non si arrende e vuole rispolverare lo spirito del 1861 e di chi, fino all'aprile del 1945, ha combattuto per un'Italia libera e sovrana".






25 febbraio 2014

CasaPound Firenze invita la città al Corteo Tricolore del 15 marzo 2014

CasaPound Firenze anche quest'anno chiama a raccolta il popolo italiano per il grande corteo in ricordo dei martiri delle foibe che si terra' in città il 15 marzo, a 5 anni dalla nascita di CasaPound e quindi dalla nostra prima adesione quest'anno abbiamo deciso assieme agli altri organizzatori di ampliare le tematiche del corteo, credendo che il ricordo dei 20.000 martiri italiani trucidati nelle foibe dai partigiani titini assieme a quelli italiani possa essere veramente onorato non limitandosi al ricordo ma rendendo anche dignità e libertà alla nostra Nazione.
Oggi sotto attacco delle forze antinazionali non sono più soltanto le terre di Istria,Fiume e Dalmazia ma l'Italianità nel suo complesso, in questa Europa figlia della speculazione e del mercato dove banche e finanza stanno riducendo in stato di schiavitù i popoli occorre non cedere, non perdere radici e identità, stringersi intorno alla nostra bandiera nazionale e difenderla da chi vorrebbe un'Italia ancora più sottomessa di quanto già non lo sia, privata della sua moneta,delle sue grandi aziende nazionali, della sua coscienza nazionale.
Noi saremo dunque in piazza a 2 giorni dall'anniversario dell'Unità d'Italia, quel 17 marzo che crediamo dovrebbe essere istituito come festa nazionale al posto del 25 aprile, oltre che per commemorare i nostri martiri anche per lanciare un grido di Libertà.
Saremo in piazza per la sovranità politica,monetaria ed energetica per la nostra Nazione.
Saremo in piazza per la liberazione dei nostri marò.
Saremo in piazza con migliaia di tricolori perchè poche volte come oggi, l'Italia chiamò.

info:3311926077

6 febbraio 2012

TUTTI PRONTI A STARNAZZARE...

Non avremmo mai voluto trovarci nella condizione di dover scrivere un articolo come questo all'indomani della Giornata del Ricordo che, in una qualsivoglia Civilta', dovrebbe essere esclusivamente un momento di commozione e riflessione.

Ma purtroppo ancora volta la nostra citta', la nostra amata Firenze, ha dovuto subire l'oltraggio di veder sfilare fra le sue strade, che evocano bellezza in ogni suo particolare, l'oscena bruttezza del teatrino delle miserie umane portato volgarmente in piazza dai politici di mestiere, siano questi di destra o di sinistra. Ed e' cosi che il giorno istituito in ricordo di piu' 20.000 italiani barbaramente trucidati dai partigiani italiani e titini diventa anche il giorno nel quale coloro che si proclamano gli eredi di quei partigiani sfilano per la bella Firenze, che fa da contrasto alla loro innata bruttezza, inneggiando agli sterminatori con sempre la solita schiera di antinazionali istituzionalizzati a coprirgli le spalle in un tripudio di bandiere jugoslave e inni, appunto, partigiani. Solo qualche decina di scalmanati direte. Vero, diciamo noi, ma pur sempre liberi di gridare per le strade nella citta' che fu del Magnifico tutta la loro becera ignoranza.

E come se non bastasse il sacrilego e criminale inneggiare al boia Tito e al massacro trasversale di italiani di ogni eta' ed estrazione politica, a violare la spiritualita' di questa giornata quest'anno ci hanno pensato anche alcuni soggetti del centrodestra, perlopiu' politicanti locali alla ricerca di visibilita', che hanno innescato una falsa e strumentale polemica nei confronti di CasaPound Italia al fine di conquistarsi la tanto agognata "giornalata" fine PENultimo della loro attivita' politica (l'ultimo ovviamente sono gli stipendi da amministratori pubblici).

E a sentirli ciarlare questi politicanti, molti dei quali addirittura da casa nella loro consueta nullafacenza oppure nei cortei piu' o meno Nascosti, di chi debba o meno stare in piazza o addirittura di come ci si sta in piazza verrebbe da ridere a crepapelle se di mezzo non ci fosse il piu' tremendo eccidio della storia subìto dal popolo italiano.

Ma anche se c'e ben poco da ridere, una cosa col sorriso sulle labbra ci sentiamo in dovere di dirgliela lo stesso: a prendere le distanze NON siete voi da CasaPound ma CasaPound da voi con queste poche righe ma, soprattutto, con l'assordante silenzio e il rigoroso ordine col quale le Tartarughe hanno, per il quarto anno consecutivo, sfilato per le strade fiorentine fino a Largo Martiri delle Foibe restituendo dignita' a Firenze e la dovuta solennita' a 20.000 anime oltremodo profanate dallo starnazzare bipartisan degli antifascisti di destra e di sinistra.



CasaPound Firenze

7 febbraio 2011

Colore testo

Come annunciato CasaPound Toscana ha preso parte al corteo in Ricordo dei Martiri delle foibe tenutosi a Firenze che ha sfilato ieri pomeriggio su una delle arterie principali del centro citta'.

Oltre 1000 persone hanno marciato in silenzio stringendosi intorno al ricordo dei nostri connazionali e fratelli gettati nelle foibe vivi o precedentemente uccisi,dai partigiani jugoslavi coadiuvati da quelli italiani della Brigata Garibaldi.

Il corteo ha visto la partecipazione oltre a CasaPound Toscana, di Casaggi', Giovane Italia e di tantissimi cittadini scesi in piazza per unirsi al Ricordo, tutti stretti attorno al Tricolore orgliosamente sventolato da ognuno dei partecipanti.

CasaPound Toscana, che ha sfilato come di consueto posizionandosi in coda la corteo con circa 300 unita', ha esibito anche i vessilli di Istria, Fiume e Dalmazia accompagnati da un grande un tricolore, atto a rivendicare inequivocabilmente l'italianita' di quelle terre.

Giunti a Largo Martiri delle Foibe e' stato intonato dai partecipanti l'inno di mameli accompagnato da 3 fumogeni,uno verde,uno bianco e uno rosso, che hanno illuminato la piazza riportando il pensiero ancora una volta ai nostri Martiri e agli Esuli di Istria,Fiume e Dalmazia. A seguire, scandendo alcuni cori, abbiamo espresso la nostra contrarietà alla vulgata negazionista, abbiamo ribadito rispetto e onore per i nostri martiri e per gli esuli giuliano-dalmati ed abbiamo concluso col classico "Istria, Fiume e Dalmazia nè Slovenia nè Croazia".

CasaPound Firenze



05\02\2011: ONORE AI MARTIRI DELLE FOIBE!


1 agosto 2010

I GENDARMI DELLA MEMORIA




Sono passati sessantacinque anni dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. Ci duole constatare come a distanza di tutto questo tempo
la storia sia ancora intensa come proprietà di chi quella guerra la vinse, o quantomeno, di chi dal suo esito trasse onori, privilegi e poltrone.

Oggetto della questione è un argomento - simbolo della questione storica: il dramma delle foibe. Per trent'anni negata, la tragedia degli istriano - dalmati comincia soltanto in questi anni ad essere trattata con la giusta precisione dai programmi scolastici nazionali.

L'istituzione di una giornata di ricordo dedicata alle vittime della pulizia etnica titina dimostra quanto abbia inciso negativamente sulla memoria popolare il criminale silenzio che le autorità dell'epoca imposero sull'argomento.

I comunisti non intendevano rivelare i crimini di cui si erano macchiate le bande partigiane al servizio dell'invasore jugoslavo. I governi non volevano inasprire la tensione con l'ingombrante vicino non - allineato, che tentava di agguantare anche quell'ultimo lembo orientale (Trieste) rimasto italiano.

Ora che la Jugoslavia non c'è più, e che le atrocità partigiane cominciano ad uscire dai meandri della storia, delle foibe si può, e si DEVE, tornare a parlare. E' per questo che la commissione ministeriale ha stabilito che quest'anno i maturandi avrebbero potuto parlare del genocidio subito dagli italiani di Istria, Fiume e Dalmazia. E con questa convinzione Fernando Incitti, studente del Liceo Scientifico Martino Filetico di Ceccano (Frosinone) e militante del Blocco Studentesco, ha buttato giù la traccia d'esame. La riportiamo integralmente.

"Quante lacrime hanno versato le terre d'Istria, Fiume e Dalmazia. La loro è una storia drammatica, infinita, per molto tempo dimenticata; ma soprattutto eroica. Oggi quelle terre vengono denominate Croazia, Slovenia; la bellissima Ragusa viene chiamata Dubrovnik; per molto tempo sono state chiamate Jugosvlavia; per spiegarne le ragioni bisogna partire da lontano ed andare ad analizzare tutte le controversie che hanno colpito il confine orientale italiano nel Novecento. Anno 1919: Gabriele D'Annunzio non accetta che la città di Fiume non sia parte del Regno d'Italia. In un Europa ancora lacerata dalle ferite del primo conflitto mondiale, il Vate ed i suoi volontati, molti dei quali denominati ''Uscocchi'', assediarono la città di Fiume fino ad arrivare alla sua occupazione tra dinamismo e fervore giovanile. Il Regno d'Italia intervenì contro D'Annunzio e le sue truppe che abbandonarono la città dopo un estenuante resistenza. Prima e durante la Seconda Guerra Mondiale l'Italia Fascista annette all'Impero l'Albania ed estese i suoi territori fino ai pressi della Grecia. Il declino italiano ebbe ufficialmente inizio con la firma dell'armistizio dell'8 settembre 1943 con le truppe alleate. Con le truppe dell'Asse in difficoltà su tutti i fronti ed un'Italia divisa a metà, le truppe jugosvlavo-comuniste del Maresciallo Tito avanzarono verso Trieste senza avere pietà di tutto ciò che poteva definirsi italiano. Qui ebbe inizio l'orrore. Tito ed i suoi soldati pianificarono un vero e proprio genocidio nei confronti delle popolazioni d'Istria, Fiume e Dalmazia. A migliaia furono rastrellati e gettati in alcune gigantesche fosse naturali del terreno: le Foibe. Alla fine le vittime saranno circa ventimila; loro unica colpa: essere italiani. I partigiani italiani della Brigata Garibaldi parteciparono all'attuazione di questo crimine. La città di Trieste divenne il confine d'Italia. A partire dal 1948 più di trecentomila istriano-dalmati furono costretti ad abbandonare le loro case e la loro terra. Tito aveva deciso che ogni componente italiana di quelle terre dovesse diventare jugosvlava. Tristissimi furono i casi delle navi e dei treni degli esuli respinti come ad esempio a Bologna dai comunisti locali. La nuova Repubblica Italiana ed Alcide De Gasperi non resero mai noto al mondo questo orrore. Più di sessant'anni di silenzi e di bugie. Vergognoso il fatto che molti politici italiani non furono d'accordo a rendere ufficiale il Giorno del Ricordo. Adesso molti degli esuli vivono in tutta Italia e non hanno più potuto abbracciare la loro terra. Le menzogne e le crudeltà non potranno mai negare il fatto che in Istria, Fiume e Dalmazia anche le pietre parlano italiano."

Purtroppo, malgrado le nostre convinzioni, è acora vivo fra certi professori una tendenza a pervertire il proprio ruolo, mutandolo in quello di "gendarmi della memoria". E' una perversione, ribadiamo, perchè deforma il ruolo dell'insegnante e svilisce quello dello studente.

Il tema in questione, risultato appena sufficiente dalla commissione giudicante (il che già getta un'ombra sulla presunta imparzialità del giudizio) è stato poi discusso nei giorni seguenti. Come riporta lo stesso Fernando in un articolo appena uscito,

"Nei giorni seguenti alle prove scritte e prima del colloquio orale, vengo contattato da alcuni professori che mi comunicano che la commisione esterna ed il presidente della commissione non hanno gradito il mio tema sule Foibe, non formalmente ma bensi ''idealisticamente''. Comincerò a ''pagare'' con la valutazione complessiva delle prove scritte. In quei giorni mi viene ripetuto frequentemente che non sono gradito alla commissione. Il giorno del colloquio, il 10 luglio, svolgo una dignitosa prova, argomento il mio esame da D'Annunzio a Nietzsche , dal Futurismo ad Apollinaire, dalla rivoluzione Italo-Fascista alla Guerra Civile Spagnola. Durante il colloquio ricevo continue provocazioni. Prima di abbandonare l'aula mi vengono segnalati gli ''errori'' del tema: secondo i professori il dramma dell'Esodo è una pseudo-invenzione e non ''dovevo permettermi di condannare'' il silenzio durato decenni. Alla fine ricevo addirittura "in bocca lupo" per il continuo degli studi universitari da parte della commissione. "

Nei giorni seguenti tuttavia, quel "Imbocca al lupo" si è rivelato una volgare beffa. Il ragazzo è stato considerato "non idoneo" all'ottenimento della Maturità. Unico bocciato, si dice, su 5 classi di studenti. Unico studente in tutta la sua classe che, quella mattina, ha deciso di parlare delle foibe.

Inutile affermare il nostro TOTALE APPOGGIO a Fernando, vittima di un odio antifascista che nel 2010 dovrebbe essere considerato d'altri tempi. Speriamo fermamente negli esiti dell'azione legale che sarà intentata.


Blocco Studentesco Firenze


NOTA: Le parti in corsivo sono citate da un interessante articolo in riferimento pubblicato sul blog di Ugo Maria Tassinari, fascinAzione.





30 luglio 2010

IDEOLOGIA O ATTACCO AL BLOCCO?

RESPONSABILE DEL BLOCCO STUDENTESCO DI FROSINONE RIMANDATO ALLA MATURITA' PER UN TEMA SULLE FOIBE

È notizia recente che Fernando Incitti, responsabile provinciale del Blocco Studentesco di Frosinone, è stato rimandato all'esame di Stato, dopo esservi stato ammesso, a causa di un tema sulla tragedia delle foibe e dell'esodo delle popolazioni giuliano-dalmato-istriane.

Allo scritto della mia maturità (2004), scelsi il tema storico, sui regimi totalitari tra le due guerre, realizzando un'invettiva antiamericana e antinglese e conseguente elogio, benché senza toni apologetici, del fascismo: presi 15/15, malgrado una commissione di "sinistri". Forse però quei "sinistri" badarono - e giustamente! - alla mia capacità d'argomentazione, d'esposizione e di scrittura, senza "buttarla in politica". Ecco, evidentemente le cose sono cambiate (o forse sono stato fortunato io?), e i "gendarmi della memoria" (o della menzogna?) hanno deciso di punire un ragazzo per il suo ruolo politico e per le sue idee "non conformi".

Però qua mi viene un dubbio: in effetti la tragedia delle foibe è stata riconosciuta dalla Stato italiano, molti esponenti politici hanno chiesto scusa per il loro silenzio pluridecennale, è stata istituita la Giornata del Ricordo (10 febbraio), ecc.

E allora? Perché condannare queste idee che, dopotutto, così "non conformi" non sono? Tic nevrastenico-ideologico? Punizione esemplare ai danni di un ragazzo del Blocco (non uno qualunque, ma un "capo")? Fa ormai così tanta paura il Blocco Studentesco da meritarsi le affettuose cure della Stasi ciociara?

Insomma, lo chiedo a voi: antico preconcetto ideologico o attacco al Blocco?