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12 giugno 2015

Scandicci (FI) - CasaPound Firenze "incappuccia" i parchimetri: "BASTA CON IL PIZZO BLU"

Questa notte i militanti di CasaPound Firenze hanno “incappucciato” i parchimetri installati sul territorio del Comune di Scandicci per dire basta al “pizzo blu”.

“Il comune di Scandicci”, dichiara Saverio Di Giulio Responsabile di CasaPound Firenze, “si è trovato a dover affrontare il pericolo di un esborso abnorme per le proprie casse a causa dell’accertamento dell’Agenzia delle Entrate. Un pericolo quantificato in oltre 6 milioni di euro. Nel frattempo la giunta comunale ha deciso di istituire 239 parcheggi a pagamento in pieno centro cittadino, di cui 132 in vigore 24 ore su 24, alla ‘modica’ cifra di 1,20 euro l’ora”.

“Ci chiediamo”, prosegue Di Giulio, “se vi sia una correlazione tra i due eventi. Anche perché il comune farebbe cassa non con i soldi dei parcheggi bensì soltanto con le multe degli ausiliari della sosta. E così Scandicci, andando in controtendenza rispetto a tutti i comuni della provincia fiorentina, sta assistendo ad un aumento esponenziale dei ‘vigilini’ che hanno l’unico ruolo di controllare le ricevute di pagamento dei parchimetri”.

“La nostra posizione è chiara”, conclude Di Giulio, “i parcheggi a pagamento sono soltanto un'ulteriore gabella per i cittadini scandiccesi già ampiamente spremuti sia a livello di tassazione nazionale che a livello di tassazione locale.  Non apportano alcun vantaggio alla popolazione in termini di servizi ma servono solo a svuotare le tasche dei residenti con un tributo che sa tanto di ‘pizzo’. Per l’appunto ‘pizzo blu’ come le strisce dei parcheggi a pagamento, e noi di CasaPound diciamo basta a questa forma di imposizione occulta”.

Ufficio Stampa di CasaPound Italia Firenze
+39 331 1926077

6 febbraio 2015

Scandicci, CasaPound:"Avevamo ragione noi, adesso il Sindaco Fallani si dimetta e si vada al voto"

CasaPound a margine del consiglio comunale straordinario di Scandicci tenutosi ieri, che era stato richiesto da una parte dell'opposizione e dai cittadini per affrontare il problema dell'accertamento fiscale da oltre sei milioni di euro contestato alla giunta, ha chiesto espressamente le dimissioni del Sindaco Fallani e un commissariamento che porti a nuove elezioni in virtù delle gravi responsabilità emerse durante la seduta.

"Lo spettacolo andato in scena ieri sera durante il consiglio comunale speciale di Scandicci è stato triste ed umiliante per tutti i cittadini onesti" - dichiarano i militanti locali di CasaPound - "nella seduta sono emerse chiaramente le responsabilità politiche del Sindaco Fallani,della sua giunta e di quella precedente, che nonostante fossero a conoscenza di dover applicare l'IVA sulla cessione dei terreni per la realizzazione del Centro Rogers non lo hanno fatto, forse per favorire la cooperativa costruttrice? In attesa di saperlo l'agenzia delle entrate ha notificato una cartella da oltre 6 milioni di euro che pende ora sulla testa dei cittadini scandiccesi. Da alcune settimane come CasaPound avevamo organizzato diverse iniziative di sensibilizzazione della cittadinanza, grazie anche alle quali si sono creati i presupposti per la convocazione del consiglio straordinario di ieri sera" - proseguono gli attivisti - "l'atteggiamento da arrampicatore di specchi del Sindaco e della giunta, che non hanno saputo dare alcuna risposta concreta alla questione, palesa chiaramente le loro gravi responsabilità, anche in relazione alla dichiarazione del Vicesindaco che ha già praticamente anticipato che procederà al patteggiamento, ovvero all'ammissione di colpevolezza. 
Adesso il nostro compito sarà quello di continuare a vigilare mettendo a conoscenza i nostri concittadini degli sviluppi di questa vergognosa vicenda" - concludono gli esponenti Scandiccesi di CasaPound - "anche considerata la totale assenza di opposizione di alcuni gruppi consiliari come quello del movimento 5 stelle, sempre assente quando si tratta di evidenziare questioni di vera opposizione. Ed è anche per questo che riteniamo che non siano sufficenti le semplici dimissioni di qualcuno, a nostro avviso i cittadini scandiccesi devono tornare a potersi esprimere quanto prima per la composizione di un nuovo consiglio comunale".

Ufficio stampa CasaPound Firenze






3 gennaio 2015

CasaPound manifesta a Scandicci per evasione fiscale contestata alla Giunta comunale.

Questa mattina i militanti di CasaPound Italia Firenze hanno manifestato a Scandicci per sensibilizzare la cittadinanza su un fatto di gravità inaudita che potrebbe pesare sulle loro finanze in modo spropositato. I militanti hanno sfilato, silenziosamente, per le strade del centro dietro allo striscione “EVASORI” distribuendo volantini dove viene chiesta chiarezza sull’accertamento tributario ricevuto dal Comune per l’IVA non applicata sulla cessione dei terreni sui quali è stato costruito il Centro Rogers. Una volta poi arrivati davanti al municipio, lo striscione è stato affisso sulla balaustra prospiciente il municipio stesso.
“E’ necessario fare immediata chiarezza”, dichiara il Responsabile Provinciale di CPI Firenze Saverio Di Giulio, “in primo luogo perché è paradossale che un ente locale autonominatosi ‘paladino nella lotta antievasione fiscale’ sia da considerare a tutti gli effetti un grande evasore”.
“In secondo luogo”, prosegue Di Giulio, “dovrà essere fatta chiarezza sul perché l’IVA non è stata applicata alla cessione dei terreni. Semplice dimenticanza? Volontà di far risparmiare imprese costruttrici ‘amiche’? Ignoranza delle leggi tributarie? Qualunque sia, la risposta sarebbe comunque gravissima”.
“Ecco perché”, conclude il Responsabile di CasaPound Firenze, “non solo è indispensabile capire cosa sta alla base dell’accertamento tributario emesso dall’Agenzia delle Entrate, ma anche che cosa ha intenzione di fare il Comune nei confronti dei responsabili di questa violazione delle leggi tributarie. E con l’occasione vogliamo ricordare al Sindaco Fallani che, una volta pagato l’accertamento, il comune potrà rivalersi nei confronti delle imprese acquirenti per quanto riguarda l’imposta, mentre le sanzioni e gli interessi potranno essere richiesti agli amministratori dell’epoca e ai tecnici comunali responsabili dell’errore. Ma il comune vorrà davvero farlo?