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17 ottobre 2015

Ius soli, CasaPound mette striscioni in 80 città e lancia il referendum abrogativo

“No Ius Soli. La cittadinanza non si regala”. È questo il testo degli striscioni affissi nella notte in 80 città italiane da CasaPound Italia. Il riferimento è alle modifiche alla legge sulla cittadinanza votate alla Camera e ora in discussione al Senato. Cpi ha inoltre annunciato la raccolta firme per un referendum abrogativo nel caso in cui la nuova legge passasse anche a Palazzo Madama. A Firenze lo striscione è stato affisso nel sottopasso Ian Palach tra il Viale 11 Agosto e via dell’Olmatello.

“La demolizione della cittadinanza – spiega Cpi – è solo l’ultimo tassello di un più generale attacco alla nostra sovranità, iniziato con il colpo di stato finanziario del 2011, proseguito con l’insediamento di ben tre governi senza chiaro mandato popolare e con l’apertura indiscriminata delle frontiere. Dopo aver distrutto lo Stato e spolpato l’economia, ora vogliono sostituire il popolo italiano con altri popoli. Un progetto criminale e folle, che si inserisce in quel business che ‘rende più della droga’ di cui parlava Salvatore Buzzi e che non ha cessato di produrre dividendi. Un progetto a cui CasaPound si opporrà con tutti i mezzi politici”.

“A chi vuole cancellare l’Italia dalla storia – conclude CasaPound – ricordiamo che ci sono ancora alcuni italiani che non si arrendono”.


3 ottobre 2015

Di Giulio (CasaPound Firenze): "questa mattina abbiamo volantinato a sostegno dei tassisti contro Uber"

Firenze, 3 Ottobre - Questa mattina i militanti di CasaPound Firenze hanno effettuato un volantinaggio in solidarietà ai tassisti fiorentini sotto attacco non solo sul fronte dell'amministrazione comunale ma anche con l'arrivo di Uber a Firenze."CasaPound é fermamente contraria all'introduzione di Uber in Italia", spiega il Responsabile di CasaPound Firenze, Saverio Di Giulio, "perché l'economia italiana non ha bisogno di deregolamentazioni selvagge ma ha, invece, solo estremo bisogno che il lavoro degli italiani venga strenuamente difeso e valorizzato. Uber, infatti, é il classico tentativo della sinistra italiana di liberalizzare, in salsa tipicamente tubocapitalistica anglosassone, interamente il mercato del trasporto tramite taxi puntando a creare una categoria di sottoproletari - per lo più immigrati - alle dipendenze di grandi multinazionali, pagati una miseria, proprio come negli USA e in Gran Bretagna". "A Firenze poi", prosegue Di Giulio, "si attaccano i taxisti anche per nascondere le manchevolezze e le scelleratezze delle Amministrazioni Comunali che si sono succedute in Palazzo Vecchio nell'ambito delle politiche di viabilità, a partire dalla privatizzazione dell'ATAF che invece di produrre un miglioramento dell'efficienza del servizio e dei conti dell'azienda ha provocato solo un peggioramento nel numero e nella qualità delle corse ed un aumento del costo del biglietto". "Nel nostro Comune il TPL deve essere interamente rivisto in un'ottica integrata", conclude il Responsabile di CasaPound Firenze, "tra i vari mezzi non scaricando le inefficienze dell'ATAF e della tramvia sui taxi. La nostra posizione é ben chiara e definita: i taxisti devono fare i taxisti rivolgendosi quindi ad una ben precisa utenza, mentre la città ha urgentissimo bisogno di una metropolitana che liberi il trasporto di superficie. E di sicuro non c'è alcun posto per un servizio come Uber che viene spacciato come una grande conquista mentre invece è solo un ulteriore problema per la città".


Ufficio stampa di CasaPound Firenze